Il grillo del qui e ora

Un grillo si posò sulla zanzariera della cameretta. Erano circa le 7 di mattina e Giulia iniziava ad aprire gli occhi, svegliandosi dopo un lungo sonno. Da subito il suo sguardo andò verso il grillo e decise di avvicinarsi. Il grillo, che era appena arrivato e conosceva bene il comportamento degli uomini, non sempre accogliente nei confronti degli insetti, iniziò a spaventarsi e a preparare le ali per spiccare il volo.

-Non ti spaventare, piccolo grillo!- gli disse Giulia, allontanandosi dalla finestra, per far vedere che le sue intenzioni erano buone.

-Scusami, amica. È che… fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.- rispose lui

-Come ti chiami, piccolo grillo?- gli chiese Giulia

-Io? Io sono il grillo del qui e ora.

-Che nome buffo “qui e ora”. Ma è il nome del posto da cui arrivi?

-Il nome del posto da cui arrivo e…verso cui vado.

-E fra quanto ci vai?

-Anche fra pochissimi secondi. Praticamente adesso. Lo sai, piccola amica, che l’istante che viviamo non è lo stesso che vivremo fra qualche secondo?

-Che vuol dire?

-Ecco spiegato: io vivo in questo momento preciso. E in questo momento preciso sono qui. Fra un momento non sarò lo stesso grillo di prima. Perché ogni momento che viviamo è unico nel suo genere. Qui e ora. E niente e nessuno può ripeterlo uguale.

La mamma di Giulia, entrò in casa tutta di corsa:

-Forza Giulia, dobbiamo uscire!

E Giulia salutò il grillo del qui e ora, promettendo di rivedersi una volta tornata da scuola.

Giulia pensò al suo grillo del qui e ora per tutto il giorno, mentre imparava le tabelline durante l’ora di matematica e mentre faceva il dettato durante l’ora di italiano. Ogni tanto si distraeva: chissà se il grillo del qui e ora è ancora lì, sulla mia zanzariera, pensava.

Non vide l’ora di tornare a casa. E arrivata in cameretta, scoprì con tanta felicità che il grillo era rimasto lì dove si era posato.

-Ciao Grillo! Sei rimasto qui tutto questo tempo!

-Ciao amica! sì, sono rimasto qui. Com’è andata a scuola?

-Bene. Abbiamo fatto matematica, scienze, storia e italiano. Ho imparato tante cose, sai?

-Sono contento!

E prima di lasciare la stanza per andare a fare merenda (il pane con la marmellata di albicocche preparata dalla mamma), Giulia disse al grillo:

-Però…tu sei uguale a com’eri stamattina. Quindi non è vero che sei il grillo del qui e ora!

-Certo che sono il grillo del qui e ora- rispose il grillo del qui e ora

-E che cosa è cambiato?

-Tante cose. Innanzitutto ho preso molto vento, adesso qui ce n’è più di stamattina. E poi ho visto tante foglie cadere dagli alberi.

-Però queste cose accadono tutti i giorni, perché dici che sei cambiato?

-Cara amica, queste cose non accadono tutti i giorni: ogni esperienza che vivi in un momento preciso ti arricchisce e ti rende diverso da prima. Oggi per esempio, tu hai imparato tante cose diverse. E sicuramente sai più cose di ieri. E meno di quante ne saprai domani. Tutte le cose che facciamo ci cambiano.

Giulia non capiva. Come possiamo cambiare se sembriamo sempre gli stessi?

Desolata, andò in cucina. Continuava a ripensare alle parole del grillo e non si dava pace. Persino il pane con la marmellata di albicocche non sembrava toglierle quel pensiero di testa. Pensava, pensava, pensava. Continuamente.

-Perché quello sguardo pensieroso?- le chiese la mamma.

-Mamma, il grillo del qui e ora mi ha detto una cosa che non ho capito perfettamente.

-E che cosa ti ha detto?- rispose la mamma, abbandonando i piatti che stava lavando e sedendosi accanto alla bambina.

Ma Giulia non riuscì a rispondere. Allora decise di tornare nella cameretta e richiedere al grillo tutto quanto. Per filo e per segno. L’avrebbe ascoltato e come accade in classe, avrebbe alzato la mano per fare domande e avrebbe preso tanti appunti da sistemare e rileggere ad ogni dubbio.

-Grillo!- urlò Giulia, una volta entrata in cameretta.

Ma il grillo del qui e ora non era più attaccato alla zanzariera. Spaesata, Giulia aprì la finestra, alzò la zanzariera, si affacciò per cercarlo in ogni anfratto della persiana, sul davanzale, addirittura alzò gli occhi al cielo azzurro e urlò: -Grillo! Dove sei? Grillooooo!

Ma non rispose nessuno. E allora pianse. Pianse perché si sentiva incompleta, il grillo del qui e ora se ne era andato via, proprio adesso che le serviva per risolvere quell’enigma. Ma una rivelazione le apparve mentre abbassava sconsolata la zanzariera. Ecco cosa voleva dire il grillo, pensò Giulia. Mi sono divertita con il grillo del qui e ora, e adesso che non c’è più mi sento come se non avessi vissuto in pieno quel momento. Tornò a guardare il cielo, cercandolo ma senza volerlo far tornare a tutti i costi.

-Buona giornata grillo, torna quando vuoi. Grazie per essere passato da me.

E mostrando il suo miglior sorriso, promise a se stessa di godersi ogni attimo della sua vita, da quelli più brutti e tristi a quelli meravigliosi e insostituibili. Perché, come dice il grillo, ogni momento che viviamo è unico nel suo genere, e nessun momento è uguale a un altro. La vita la viviamo qui e ora ed è un peccato non accorgercene.

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